"...Eravamo partiti per andare lontano e ci siamo fermati a Bergamo Alta. Volevamo abolire l'ingiustizia, l'ignoranza e la povertà; aboliremo l'Ici, il bollo auto, l'avviso di fattura. Una volta si scendeva in piazza con le bandiere per il terzo mondo, oggi abbiamo tolto la stoffa e ci sono rimasti solo i bastoni..."
"L'operaio vota Lega Nord, l'immigrato vuole il blocco delle frontiere. Questa è l'Italia..."
Ma non è delle tristi sorti politiche del Belpaese che voglio parlare oggi. Infatti, mentre io mi diletto con la satira di Crozza, al CSM viene introdotta Suor Teresa 2, ovvero la seconda candidata a succedermi nel ruolo di galoppino di qualità. Nonostante la monumentale croce di legno che pende dalla sua borsa, costei ha un'apparenza decisamente meno parrocchiale. Il problema è vederla. Vi basti sapere che, dall'alto del mio appena dignitoso metro e cinquantotto, accanto a lei sembro una specie di Pamela Prati de noantri. Ora, se consideriamo che a scegliere il mio successore è La Bara che per quasi tre anni ha dovuto dividere un ufficio di dieci metriquadrati con me, ovvero quanto di più simile all'anticristo lei riesca a immaginare, il criterio filocattolico è presto spiegato. Invece questa propensione a prediligere criceti, me compresa visto che fui scelta da lei, mi incuriosisce. Sospetto che la tendenza a scegliere collaboratori che sovrasta fisicamente nasca nel bisogno della Bara di compensare con la superiorità fisica il pantagruelico senso di inferiorità intellettuale che la tormenta. Non si tratta di una chiara consapevolezza dei suoi limiti che sarebbe, in effetti, la negazione stessa della sua stupidità, ma di una specie di pruriginoso sospetto di non essere poi così appropriata per il ruolo di Mme de Stael postmoderna che tanto desidera ricoprire.
La Kapò invece va gridando ai quattro venti di aver detto a SS il fatto suo per la faccenda della scrivania rovesciata. Lo avrebbe aggredito nella stanza del trono, in presenza della di lui Concubina, gridandogli in faccia che non deve mai più permettersi di comportarsi in quel modo. "Altrimenti sappia che me ne vado. E lei sa cosa perde, se io me ne vado" ha concluso, tronfia.
Scroscio di applausi, standing ovation.
Ringalluzzita dal silenzio di lui, la Kapò, neoChe Guevara in chiave bulugnais, gli avrebbe comunicato che tutti al CSM lo considerano pazzo. "Anche per la faccenda della Benny" avrebbe aggiunto mentre quello la guardava con la faccia incredula. E sapete cos'ha risposto Suo Sadismo? Che vengo sacrificata per insegnare alla Bara a vigilare sui suoi sottoposti che,in caso contrario, saranno colpiti dalle sue ire sovrane e duramente puniti. Ecco qua la ragione di tanto accanimento: le mie disavventure servono per mettere la tiepida coscienza cattolica della Bara di fronte alle conseguenze delle sue responsabilità di capufficio stampa. Se lei sbaglia, qualcuno paga al posto suo. Ora, a parte l'evidente impronta nazista, il ragionamento di SS ha ben tre falle:
1) La Bara è una di quelle cattoliche sempre pronte a scagliare la prima pietra, una che, ottenuta l'assoluzione, dimentica persino di aver commesso il peccato, quindi il fatto che qualcuno paghi un suo errore la turba al massimo dieci minuti e comunque non le impedisce di tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo;
2) La Bara non ha un cervello in grado di produrre, sebbene tra stridii e sbatter di lamiere, una forma seppure embrionale di pensiero sensato;
3) L'errore di fatto non è un errore, dacché la causa scatenante di questo pandemonio sono due piccoli, insignificanti refusi.
La ricerca del lavoro continua...










Che tu sappia, SS ha copulato con la Bara appena sposata col marito, in base allo Jus Primae Noctis?
Sarebbe in linea con entrambi i personaggi... :)