At 7:11 PM,
At 7:15 PM,
Comprendo che tu possa essere delusa per la mancata incazzatura paterna, ma non concordo. Non essendo padre i miei sono principalmente sospetti, i toni di voce in questi casi dicono molto e lo scritto un pò fa perdere alcune sfumature, ma credo che il tuo genitore non s'incazzi per paura di ferirti. Il fatto che l'UomoDiMerda per cui lavori possa permettersi di non pagarti a tiramento di culo (oggi si va col francese, mi pare) con ogni probabilità gli fa girare un bel pò le balle, ma diventa secondario perchè ti conosce, perchè sa che ti senti umiliata da questa situazione (Cazzo, come ti capisco), che lavori per uno che seppelisce le poche tutele cui avresti diritto sotto la propria miseria umana, che hai studiato, ti sei sbattuta e hai fatto la non semplice esistenza del fuori sede per raggiungere il tuo traguardo e te lo spostano ogni settimana un pò più avanti, impedendoti di puntare a nuovi obiettivi. E su tutto questo il potere del tuo genitore è solo quello (non piccolo per te, ma ridicolo per lui, penso) di darti quei 2 soldi che gli chiedi in attesa che gli emolumenti vengano rilasciati dagli sfinteri dell'UomoDiMerda. Secondo me il tuo genitore ti pare così triste e deluso perchè si sente impotente e non s'incazza perchè teme che tu possa prendere la sua rabbia come una condanna per le tue scelte. Ripeto che non conoscendo il rapporto tra te e il tuo genitore, questi sono solo pensieri e spero di non essere stato fumoso. Resta il fatto che l'UomoDiMerda è autenticamente un'anima povera, un gretto tout court.
At 12:26 PM,
@Natante & Clarke: Io credo che il ruolo di genitore di figlio precario sia niente facile. Loro nascevano e morivano nella stessa città, a 30 erano, se non vecchi, quantomeno maturi e nella maggior parte dei casi anche genitori, cominciavano a fare un lavoro a 20 anni e smettevano a 65. Infine hanno fatto studiare la maggior parte di noi, pensando di garantirci un futuro migliore del loro. E adesso stanno lì a guardare il figlio che passa da una città all'altra, da un lavoro all'altro, che pur lavorando tanto spesso si ritrova ad allungare la mano. Premesso ciò, per quanto riguarda mio padre l'ipotesi di Natante mi sembra lucida e sensata, anche alla luce del rapporto tra me e mio padre,la sua storia, il suo carattere. E' sicuramente così, e penso che allungarmi quei due soldini sia tanto doloroso anche per lui, che forse vorrebbe ragionevolmente smettere di vedermi bivaccare nel limbo di un'adolescenza fuori tempo. Però penso anche che non sia incazzato, non ne ha la forza: aveva 23 anni nel '68, appartiene a una generazione eccessivamente mitizzata ma che di sicuro sperava in una società diversa, è fondamentalmente un puro e quindi ci ha creduto sul serio. Adesso, a 63 anni, getta un occhio sulla società che ha costruito - o lasciato che si costruisse - la famosa meglio gioventù e forse non c'è posto per l'incazzatura, ma solo per una incommensurabile delusione.
@Madamigella: E pensa quanto m'incazzo io...ma pensavo: so che a giugno non mi rinnoveranno il contratto e l'unico motivo per cui stringo i denti è conservare il lavoro fin quando non ne trovo un altro. Però, se nemmeno mi pagano, andare in ufficio a questo punto non ha senso: non serve per conservare il lavoro (tanto so che mi butteranno fuori); non serve a garantirmi uno stipendio che mi traghetti fino al prossimo lavoro. Perciò se entro la prossima settimana non paga, quasi quasi smetto di andare in ufficio. Il punto è: a che serve anche smettere di andarci?
@Madisono Fallen: oddio speriamo di no, cinque anni di nano malefico ci rovinerebbero, ci toglierebbero anche quello che già non abbiamo più. Prego tutti gli dei, anche Allah, javeh, shiva, buddha, manitù, chiunque, che lo psiconano non ce la faccia.
At 4:08 PM,
Come ci siamo ridotti Benny eh? Ci siamo ridotti a sperare che vinca Veltroni. Uno che promette cose che, anche ammesso che le prometta in buona fede, in Italia sono praticamente irrealizzabili. Pensa solo a cosa succederebbe se per raggranellare soldi per alzare gli stipendi decidesse di togliere una parte di quello che lo stato italiano versa alla chiesa: una parte consistente del suo stesso partito si ribellerebbe.
Eppure dobbiamo sperare che vinca lui, perché dall'altra parte c'è quell'assurda anomalia italiana che è Berlusconi, che da anni non ha fatto altro che abbassare il livello della politica, che da anni fa sì che la sinistra non sia altro che un'alternativa a lui, che non debba nemmeno fare la sinistra seriamente, perché tanto lo scontro è sulla contrapposizione tra bene e male.
Mi viene da ridere quando qualche berluconiano mi dice "si Berlusconi ha tanti difetti, ma ha il merito di aver fatto rinascere la destra italiana".
Ma stiamo scherzando? Berlusconi la destra italiana l'ha distrutta e così facendo ha indirettamente distrutto anche la sinistra!
At 5:31 PM,
At 7:18 PM,
At 11:59 PM, Franco Zaio
At 11:12 PM,
At 10:13 AM, Eleonora Voltolina
Questo nuovo ruolo che da circa un decennio i genitori si sono presi sulle spalle, cioè di ammortizzatori sociali dei propri figli, non è accettabile e porta in sè molti pericoli nascosti.
Elenco solo i due più significativi: da una parte anche il figlio più "mentalmente autonomo" patisce a chiedere soldi a mamma e papà a trent'anni suonati, e di conseguenza non si sentirà completamente libero di fare le sue scelte dal punto di vista lavorativo perchè si sentirà "in obbligo" verso i genitori. (Un esempio tipico è quel genitore che, all'ennesima richiesta di soldi "perchè questo mese ci danno lo stipendio con un po' di ritardo", propone "vai a fare il colloquio da quel mio amico". La tragedia è se lo dice a un figlio giornalista - o biologo, o architetto... - e l'amico in questione offre un posto di segretaria in una ditta che vende bulloni. Ma come fa il figlio a dire di no?... E quindi ci va, anche se non è convinto. E magari accetta pure il posto, anche se non è convinto. Salvo poi finire frustrato...).
Dall'altra parte, appunto, i genitori rischiano di vedere il proprio figlio come un eterno bambino, e di sentirsi in diritto di sgridarlo e indirizzarlo proprio come quando era piccolo: per il semplice (e logico) fatto che sono ancora loro a mantenerlo.
Ecco perchè questo post di Benedetta mi ha colpito come una stilettata: perchè, forse senza volerlo, va dritto al cuore del problema del mercato del lavoro di oggi.
Ne avevo anche parlato, per chi fosse curioso, in vari post nel mio blog. per esempio in "Mamma e papà, ammortizzatori sociali all'italiana" (http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/2007/11/mamma-e-pap-ammortizzatori-sociali.html) e in "Chi paga gli stagisti, se non mamma e papà?" (http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/2008/02/chi-paga-gli-stagisti-se-non-mamma-e.html).
Un saluto a tutti e buon inizio settimana,
Eleonora
http://repubblicadeglistagisti.blogspot.com/
@Clarke: io domani ho paura di leggere i giornali. Davvero. Cinque anni di psiconano e il livello di questo paese, in tutti i campi, si sarà abbassato così tanto che toccherà davvero andarsene...
@Alabama: credo anch'io che veltroni non abbia speranze. E per questo io domani, l'ho detto, non apro i giornali. Anzi, magari resto a dormire ciucciandomi il pollice. Io al tuo posto, soprattutto se vince lo Psiconano, resterei dove sono, ma se torni vienimi a trovare davvero. Anzi, quando torni facciamo una bella festa con tutti i lettori del blog...
@Arduous: ti giuro, mi ha fatto scompisciare...roba di dna.^___^
@Franco Zaio: si, l'amarezza è tanta...e si sente.
@Raffa: ecco, centrato il problema. Non può incazzarsi al posto mio, non voglio che combatta le mie battaglie, ha già combattuto le sue e molte le ha pure perse. Voglio sentire che sta dalla mia parte. Perchè alla fine è vero che non è colpa mia, ma c'è un ma. Ho fatto la difficile vita del fuorisede, ho studiato, ci sbatto il muso tutto i santi giorni. Vero. Ma potevo studiare economia a L'Aquila invece di Filosofia a Bologna. Accettare di fare la SIS (anche se pure la scuola, oggi come oggi...), il posto offerto dell'amico dell'amico(quello di cui parla la Voltolina). Invece no, a volerla dire tutta: ho voluto la bicicletta. E adesso pedalo, sì, ma stendo anche la mano.
@Viridian: ciao carissima. Eh ma te l'ho detto...stavota non la passa liscia.
@Eleonora: concordo perfettamente sull'analisi. E' difficile dire di più...
Ho sempre vissuto una notevole conflittualità con mio padre. Ma la mia quasi decennale situazione lavorativa tragicamente precaria, ora che ho superato i 30 anni, ci sta avvicinando e l'ho riscoperto da ex DC (ebbene sì) a fucina di idee e proposte quasi rivoluzionarie che mi sollecita a far sentire... lo vedo, è disperato per me e per quelli come me. "Quelli che il futuro ce l'hanno fottuto, inchiappato, mangiato e già digerito e rigurgitato. e ora è sterco."
At 10:39 PM,
At 9:36 AM,
... a proposito di stipendi pagati in ritardo e dell'haparteid tra lavoratori di ruolo e cococo (si!!! negli enti pubblici esistono ancora) mi Spiace portare alla vostra attenzione che mentre ai miei colleghi, impiegati pubblici, lo stipendio è stato accreditato al 27 mentre a noi collaboratori a tutt'oggi ancora nulla!!! E pensare che una volta si diceva che avere un posto pubblico era una garanzia...
Ciao GHIRO
At 1:57 PM,
At 2:10 PM,
Ti leggo da poco, è la prima volta che commento e sto andando un po’ a ritroso sul tuo bel blog, perché quello che scrivi molte volte mi sembra familiare, tragicomicamente già visto e già sentito. So che non consola ma sei in buona e numerosa compagnia. Se trovi il coraggio, vai via prima del 30 giugno, serve a guadagnarci in salute mentale, in tempo e in amor proprio. Un abbraccio e in bocca al lupo.
@Ghiro: pure nella pubblica amministrazione squaleggiano? andiamo bene...
@LCL: dopo le elezioni le mie già fragili certezze si sono quasi azzerate, ma una ce l'ho ancora: uscita di qui l'ispettorato del lavoro e il sindacato diventeranno la mia seconda casa. Giuro.
@Leleine: è proprio la consapevolezza di essere in buona e numerosa compagnia che mi spaventa. Preferirei essere un caso, se non unico, raro: perchè se così si tratterebbe di un raro esempio di colossale sfiga individuale, mentre al contrario la questione si trasforma in un problema sociale. E i problemi sociali non si risolvono solo appendendosi un cornetto al collo.

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Da quando lavoro non mi è mai capitato di chiedere soldi (e ci credo, non devo pagare l'affitto perché sto in una casa proprietà di mammà), ma il tono dei miei quando si parla della mia situazione economica è esattamente lo stesso.
Certe volte vorrei poter regalare una vacanza a mia madre, invece l'ultima volta che abbiamo parlato di viaggi è stata lei a offrirsi di pagarmi il prossimo.