La mia giornata tipo: mi sveglio tutta pimpante, mi preparo ascoltando la musica, esco di casa canticchiando. Poi varco la soglia dell'ufficio e - blop - la musica tace. Mi siedo al mio posto, accendo il pc, mi preparo un caffè e fumo una sigaretta in bagno. Poi comincia il dramma: non ho un cazzo da fare perché la matematica non è un'opinione e quindi, se ciò che di solito faccio io lo fa la suor teresa di turno (siamo a 4, una alla settimana), a me non resta che darmi al giardinaggio. Siccome il CSM è al quinto piano di un edificio piazzato in mezzo ad altri edifici e non c'è un ciuffo d'erba manco a cercarlo col lume, va da sé che ho un accidenti da fare. Sono un disoccupato pagato. Condizione che immagino appaia desiderabile a molti ma, se ci pensate bene, dopo i primi due giorni tutta la faccenda smette di essere divertente. Funziona così: tutti sanno che non ho niente da fare e, di conseguenza, che non faccio niente. Ma mi si chiede almeno di fingere di lavorare. Perché, se tanto tutti lo sanno? Beh, per la sopravvivenza della commedia stessa. Se io di punto in bianco mi faccio un pisolino sulla scrivania, mi stravacco nella poltrona padronale a leggere un libro sui bambini soldato, comincio a chiamare gli amici per organizzare schiamazzi e ubriacature serali, nessuno può più far finta che tutto vada bene. Mi rendo conto che è contorto, molto contorto, ma capite cosa intendo?
Così io mi ritrovo nella sgradevolissima condizione di passare otto ore fissando un monitor. Internet è una miniera d'oro, direte voi. Sì, il fatto è che, a parte inviare curriculum a pioggia a qualunque azienda abbia un sito, nelle ultime tre settimane ho già:
- letto una vagonata di blog;
- approfondito la questione della guerra in Afghanistan, Iraq, Vietnam, Darfur e contestualmente firmato una dozzina di petizioni contro altrettante guerre, genocidi, stermini, pulizie etniche e altre simili gradevoli azioni di cui può far vanto il genere umano;
- letto un mezzo quintale di dossier sull'11 settembre, rivisto tutti - e dico tutti - i filmati disponibili su You Tube degli aeroplani che si spatasciano contro le torri. Tra l'altro ho appurato che dopo che il primo aereo ha colpito la prima torre qualcuno ha pensato bene di rispedire a lavorare quelli dell'altra torre che non sia mai ci perdiamo una giornata di produttività.
- letto recensioni di film in uscita, già usciti e persino di quelli già visti;
- letto recensioni di libri in uscita, da leggere e persino di quelli già letti;
- letto pettegolezzi di ogni risma sui miei attori preferiti e su tutti i protagonisti della serie la Squadra che m'intriga assai (tutti abbiamo un lato oscuro, nel mio c'è La Squadra) ;
- scaricato circa una cinquantina di foto di attrici, cantanti e in generale donne che hanno tagli di capelli che mi piacciono e che conto di farmi nei prossimi quindici anni;
- scaricato una quantità inenarrabile di canzoni;
- masterizzato decine di cd a decine di amici che me li hanno chiesti;
- masterizzato decine di cd a decine di amici che non me li hanno chiesti;
- molestato virtualmente tutti i miei contatti messenger e skype al punto che non mi meraviglierei se qualcuno mi bloccasse il contatto;
- girato a tutta la rubrica della mia posta decine di messaggi edificanti e meno edificanti - ebbene sì, persino squallide catene di sant'antonio - che mi varranno gli insulti di tutti i destinatari;
- dispensato consigli di cuore, sempre via messenger/skype, a chi ne ha fatto richiesta.
L'elenco non è esaustivo, potrei passare ore descrivendovi la quantità di stronzate immonde che ho avuto il coraggio di fare in internet, ma ho una dignità da difendere e voi di certo cose migliori da fare.
Il problema ora è: ho ancora due mesi di purgatorio. Che faccio, a parte mordermi le unghie? Si accettano suggerimenti, ma non ditemi "scrivi un romanzo" perchè c'ho già provato e l'unico risultato degno di una qualche considerazione che sia riuscita a ottenere è un furibondo attacco di colite.










Il consiglio vero te lo do io a titolo personale questa volta: inizia invece di mandare cv, a progettare l'idea del suo sogno lavorativo da far diventare reale.
Ogni minuto regalato è oro.
:-)
Un abbraccio