07 maggio 2008
Il blog langue, me ne rendo conto. E' che sto languendo io, quindi langue tutto ciò che dipende da me. Languono le piantine sul davanzale della finestra, langue il gatto, langue il blog. Langue il mese di maggio.
La mia giornata tipo: mi sveglio tutta pimpante, mi preparo ascoltando la musica, esco di casa canticchiando. Poi varco la soglia dell'ufficio e - blop - la musica tace. Mi siedo al mio posto, accendo il pc, mi preparo un caffè e fumo una sigaretta in bagno. Poi comincia il dramma: non ho un cazzo da fare perché la matematica non è un'opinione e quindi, se ciò che di solito faccio io lo fa la suor teresa di turno (siamo a 4, una alla settimana), a me non resta che darmi al giardinaggio. Siccome il CSM è al quinto piano di un edificio piazzato in mezzo ad altri edifici e non c'è un ciuffo d'erba manco a cercarlo col lume, va da sé che ho un accidenti da fare. Sono un disoccupato pagato. Condizione che immagino appaia desiderabile a molti ma, se ci pensate bene, dopo i primi due giorni tutta la faccenda smette di essere divertente. Funziona così: tutti sanno che non ho niente da fare e, di conseguenza, che non faccio niente. Ma mi si chiede almeno di fingere di lavorare. Perché, se tanto tutti lo sanno? Beh, per la sopravvivenza della commedia stessa. Se io di punto in bianco mi faccio un pisolino sulla scrivania, mi stravacco nella poltrona padronale a leggere un libro sui bambini soldato, comincio a chiamare gli amici per organizzare schiamazzi e ubriacature serali, nessuno può più far finta che tutto vada bene. Mi rendo conto che è contorto, molto contorto, ma capite cosa intendo?
Così io mi ritrovo nella sgradevolissima condizione di passare otto ore fissando un monitor. Internet è una miniera d'oro, direte voi. Sì, il fatto è che, a parte inviare curriculum a pioggia a qualunque azienda abbia un sito, nelle ultime tre settimane ho già:
- letto una vagonata di blog;
- approfondito la questione della guerra in Afghanistan, Iraq, Vietnam, Darfur e contestualmente firmato una dozzina di petizioni contro altrettante guerre, genocidi, stermini, pulizie etniche e altre simili gradevoli azioni di cui può far vanto il genere umano;
- letto un mezzo quintale di dossier sull'11 settembre, rivisto tutti - e dico tutti - i filmati disponibili su You Tube degli aeroplani che si spatasciano contro le torri. Tra l'altro ho appurato che dopo che il primo aereo ha colpito la prima torre qualcuno ha pensato bene di rispedire a lavorare quelli dell'altra torre che non sia mai ci perdiamo una giornata di produttività.
- letto recensioni di film in uscita, già usciti e persino di quelli già visti;
- letto recensioni di libri in uscita, da leggere e persino di quelli già letti;
- letto pettegolezzi di ogni risma sui miei attori preferiti e su tutti i protagonisti della serie la Squadra che m'intriga assai (tutti abbiamo un lato oscuro, nel mio c'è La Squadra) ;
- scaricato circa una cinquantina di foto di attrici, cantanti e in generale donne che hanno tagli di capelli che mi piacciono e che conto di farmi nei prossimi quindici anni;
- scaricato una quantità inenarrabile di canzoni;
- masterizzato decine di cd a decine di amici che me li hanno chiesti;
- masterizzato decine di cd a decine di amici che non me li hanno chiesti;
- molestato virtualmente tutti i miei contatti messenger e skype al punto che non mi meraviglierei se qualcuno mi bloccasse il contatto;
- girato a tutta la rubrica della mia posta decine di messaggi edificanti e meno edificanti - ebbene sì, persino squallide catene di sant'antonio - che mi varranno gli insulti di tutti i destinatari;
- dispensato consigli di cuore, sempre via messenger/skype, a chi ne ha fatto richiesta.
L'elenco non è esaustivo, potrei passare ore descrivendovi la quantità di stronzate immonde che ho avuto il coraggio di fare in internet, ma ho una dignità da difendere e voi di certo cose migliori da fare.
Il problema ora è: ho ancora due mesi di purgatorio. Che faccio, a parte mordermi le unghie? Si accettano suggerimenti, ma non ditemi "scrivi un romanzo" perchè c'ho già provato e l'unico risultato degno di una qualche considerazione che sia riuscita a ottenere è un furibondo attacco di colite.

 
co.co.prodotto da Atipica at 5:03:00 PM | Permalink |


12Commenti


  • At 7:20 PM, Anonymous Anonimo

    Il consiglio vero te lo do io a titolo personale questa volta: inizia invece di mandare cv, a progettare l'idea del suo sogno lavorativo da far diventare reale.

    Ogni minuto regalato è oro.

    :-)

    Un abbraccio

     
  • At 10:17 PM, Anonymous Anonimo

    ?(

    Progettare (=Progetto, proponimento, piano, idea) l'idea (=ideare, inventare, pensare, immaginare) di un sogno (=speranza, ideale, progetto) lavorativo.
    Una frase così detta al momento giusto mi ammazzerebbe! Forse è qualcosa del tipo "cosa vorresti fare da grande?"
    Io dovrei passarci dei giorni per pensare alla risposta (...ma anche alla domanda).
    Grande Prime! domani Benny ha almeno qualche ora occupata!
    :)

     
  • At 12:08 AM, Anonymous Anonimo

    @anonimo milano
    Era infatti il nostro obiettivo: lei ancora non se ne è resa conto, ma noi le vogliamo bene.

    ;-)

     
  • At 12:08 AM, Anonymous Anonimo

    @anonimo milano
    Era infatti il nostro obiettivo: lei ancora non se ne è resa conto, ma noi le vogliamo bene.

    ;-)

     
  • At 8:57 AM, Blogger LB

    La risposta è: Telefilm. In due mesi dovresti riuscire a farti fuori tutto Lost, Prison Break e per i momenti ameni Una mamma per amica.

     
  • At 10:12 AM, Blogger Unknown

    Per una volta (ma una sola) concordo in toto con prime.

    Progetta l'idea del tuo sogno lavorativo e fallo diventare reale.

    io ci credo!

     
  • At 10:15 AM, Blogger Atipica

    @Prime & Anonimo Milano: in effetti la domanda "cosa vuoi fare da grande" è temibile almeno quanto il classico "chi sono io?da dove vengo? dove vado? cosa ci faccio qui?". Credo che mi terrà occupata per i prossimi due mesi, altro che qualche giorno.
    Ringrazio i Prime per la testimonianza d'affetto...per quanto riguarda il fatto che non me ne sono resa conto: tranquillo, non è una novità, non c'è cosa più difficile che convincermi che mi si vuole bene ;-DDDD
    @LB: ecco, buona idea...solo che qua è tutto un momento ameno e se mi sparo "Una mamma per amica" 8 ore il giorno debello pure gli ultimi neuroni utili...

     
  • At 12:49 PM, Anonymous Anonimo

    Non pesate che la frase di Atipica:
    <<..in effetti la domanda "cosa vuoi fare da grande" è temibile almeno quanto il classico "chi sono io?da dove vengo? dove vado? cosa ci faccio qui?". Credo che mi terrà occupata per i prossimi due mesi, altro che qualche giorno...>>
    sia figlia della condizione precaria del precario?

    Se guardo a me e ai miei 15 colleghi con contratto a cococo (si! esistono ancora) in scadenza al 30 giugno e senza notizie alcune, cosa pensate che veda nel mio futuro?
    Credete che si possa davvero ragionevolmente pensare ad un futuro?
    E non parlatemi di lavorare su se stessi, sui propri sogni, ambizioni, perchè non ho il tempo per farlo perchè io ancora da fare ne ho.
    Aggiungo che se da un lato invidio la nostra Atipica perchè ha la possibilità di prendersi del tempo da un altro mi chiedo se questo sistema possa davvero contianuare a stare in piedi e quanto ci vorrà prima che qualcuno gli dia una spallata.

    Ciao Ghiro

     
  • At 1:01 PM, Blogger Atipica

    Già il futuro, il futuro che si ferma. Non so, immagino che la questione sia complicata, che progettare il futuro abbia a che fare con tante componenti, e magari con quanto è strutturata la tua identità...Però sto scoprendo l'ovvio sulla mia pelle: il lavoro è tanto importante nella costruzione di questa identità. In positivo e in negativo. E bisogna essere pietre per non sentirsi destabilizzati. Poi io adesso mi sento una barchetta in balia della corrente...

     
  • At 1:34 PM, Anonymous Anonimo

    La stessa cosa successe a me quando lavoravo nello studio grafico di quei beeeep!
    All'inizio pensavo di dedicarmi all'apprendimento di qualche programma grafico nuovo, o di qualche cosa del genere; in effetti così è stato: ma non puoi reggere più di tre/quattro settimane così! Se devo andare in ufficio per non fare un ca220, preferisco NON farlo a casa mia! Questo è stato il mio livello di sopportazione: non ce la facevo più! Ho cominciato ad arrivare a che ora volevo e ad andar via prima (tanto mica ero dipendente) poi ho "preso" ferie. Sgrunt! nel momento che ci penso mi sta venendo su un nervoso... Atipica, anch'io ti voglio bene :-)

     
  • At 1:59 PM, Anonymous Anonimo

    Buona l'idea dei prime, programma, fatti un'idea, decidi che l'Olanda è il posto per te e cerca corsi ultravanzati di anglico a poco prezzo, oppure impara il nipponico, da non sottovalutare l'arabo o lo swaili (che con ogni probabilità si scrive diversamente). Oppure scrivi effettivamente un romanzo, hai il tempo, hai i mezzi e soprattutto hai già tutta la storia scritta ed i personaggi "live". O ancora spremi la città in cui vivi. Ad esempio: c'è lo Slow Food on Film in questi giorni con iniziative interessanti ad orari del cazzo. Vai in ufficio, stai lì 2 ore, poi guardi l'orologio, ti alzi, dici "torno fra 3 ore" e vai a vederti un film. Vai alle presentazioni dei libri. Chiedi un appuntamento in tutte le case editrici di Bologna e senti che profili cercano. Cosa vuole il mercato? Cosa ti manca per essere appetibile? Vedere che fai quel che ti va non avendo altro da fare crea imbarazzo? Peccato, avrebbero potuto pensarci meglio e prima, ma pianificazione e lungimiranza sono doti rare anche nelle aziende "serie", quindi che paghino la loro stupidità e l'incopemtenza in cui si crogiolano. Hai 60 giorni di tempo, non sono tantissimi, ma possono essere un tempo ragionevole per studiare a fondo le pieghe del sistema, capire dove trovare iniziative formative a poco prezzo, non si sa mai cosa possono chiederti al prossimo colloquio.

     
  • At 2:00 PM, Blogger Hoops

    Se hai voglia puoi scrivere la mia tesi... Ti dò tutto il materiale...
    ;o)

     
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