Allora, fino a cinque minuti fa avevo il blocco dello scrittore, tipo che quando apri la finestra di blogger una mano ti acchiappa il collo e un'altra l'esofago e insieme stringono stringono stringono e tu sei troppo impegnato nel cercare di sopravvivere per dedicarti a un'attività cognitiva complessa come scrivere. Il cervello è vuoto. Non mi succede solo con blog, mi succede persino coi commenti, le email, gli sms. Lasciamo stare il lavoro, devo scrivere un articolo sulle modifiche al codice della strada e me lo sto trascinando dietro da settimane, manco fosse una tesi di dottorato sull'ateo virtuoso di Baille. Capita pure con la lista della spesa: prendo la penna, il foglietto e penso "patate, mozzarella, zucchine, fragole...". Poi alla p di patate il cervello va in loop e la mano si blocca. E non sarebbe neanche un dramma che in vita mia ho compilato liste della spesa solo e soltanto per dimenticarle sul tavolo e ritrovarmi a comprare tutto quello che non avrei dovuto comprare. Però insomma, per il blog mi scocciava. Solo che cinque minuti fa il Deus Ex Machina è entrato nella mia vita con le sembianze e la voce del Signor Vito da Salerno per ricomporre, se non proprio il milione di piccoli pezzi esplosi da quando è iniziato giugno, almeno questa microtragedia artisticoespressiva.
"Buongiorno Signorinella"
E già uno che mi chiama signorinella mi fa sentire una vispa teresa, invece del macigno che sono di recente.
"Buongiorno, mi dica"
"Allora, a me mo il 15 giugno mi arriva la Renò Espace (leggere come è scritto, please, il signor Vito da Salerno non sa l'inglese né il francese e manco li vuole sapere, secondo me)”.
Pausa.
“Bene e come posso aiutarla?”
“Eh, voglio fare gli incentivi”
“Vuole fare gli incentivi in che senso?”
“Che voglio fare l’impianto con gli incentivi”
“Ah, ok!Beh però gli incentivi sono esauriti, mi dispiace”
“Come sarebbe?”
“Sarebbe che sono finiti i 52 milioni di euro destinati alla trasformazione delle auto a gas. Sono finiti”
No money, no party, entiende?
“E quando li rimettono?”
“Non glielo so dire, dipende dal governo”
“Ah! E voi non glielo potete chiedere?”
“A chi?”
“A Silvio”
“…”
“Signorinella bella, se non glielo chiedete, quello non ve li da…”
“Ah, invece se glieli chiediamo…”
“Se glieli chiedete, Silvio ve li da sicuro. Ha detto che vuole aiutare la povera gente”
“S-s-icuramente lo farà, ma quand’anche non potrebbe decidere da solo…”
Comincio a sudare freddo, temo di non riuscire a liberarmi dell’apostolo di San Silvio da Arcore.
“E come no, signorì!Certo che può, quello Silvio è il capo di tutto e lo sa che la benzina costa cara e si preoccupa per la povera gente, è un santo Silvio, signorì, e se voi ci chiedete gli incentivi per il primo luglio quello ve li dà”
“Proveremo…intanto lei provi a proporlo per la beatificazione ante-mortem”
Non coglie.
“Se lei ce li chiede, quello ve li dà, si fidi, sennò sono costretto a scrivergli io, ma non va bene, signorì, che io mi metto a fare il mestiere vostro”
“Decisamente no, non va bene”
“Allora, mi promette che lo fa per me?”
“S-s-ì pro-pro-prometto…”
“Oh, brava così si fa!”










deduco che la metà degli italiani, giovani o meno, soffrono di rincoglionimento senile avanzato.