"Perchè è qui?"
"Perchè sta esplodendo tutto"
Chiunque, a una risposta così scema, mi avrebbe congedato con una pacca sulla spalla dicendomi "lei non ha niente, è solo completamente, irreversibilmente, tragicamente idiota". Invece no, quello ha continuato. La mamma, il papà, il denaro, il lavoro, la vita, il futuro. Un turbinio di argomenti su cui pensi di avere teorie infallibili, conoscenze approfondite, consapevolezze frutto di anni di riflessioni, e invece poi scopri che alla domanda "mi parli di sua madre" sai dire solo che non sai niente di lei, che quand'eri bambina era dolcissima e poi è sfumata sullo sfondo e adesso ci parli solo di stronzate e anche per quelle, a volte, finisci a litigarci. Così, nella maggior parte dei casi, non ci parli affatto.
Una fatica immane, un'ora a cercare di sfuggire lo sguardo di sto tizio che invece mi puntava in faccia 'sti due occhietti distaccati, freddi. No, freddi forse no, professionali, immagino. Sono i miei problemi, non i suoi. E lui non è un amico che mi deve comprensione. Lui ascolta, annota, analizza, incasella. E se quella che incasella è la mia vita, beh, strano si, ma lo sto pagando proprio per quello.
Poi un mezzo responso: Atipica Ansiosa, Atipica Depressa, Atipica Autodistruttiva.
Lei è una guastatrice, mi ha detto.
Nessuna sentenza definitiva. Quel che ho appurato per ora è che di depressione trattasi. Accompagnata da manifestazioni ansiose e un non meglio specificato disturbo del controllo degli impulsi. Però adesso bisogna associare il sostantivo Depressione all'aggettivo giusto. Bipolare, monopolare o salcazzo che altro. E pare che dall'aggettivo dipendano un sacco di cose. E per metterci quest'aggettivo dovrò tornare chissà quante altre volte a raccontare i fatti miei all'uomo che ascolta, analizza, incasella e conclude.
E intanto? Intanto fermiamo l'ansia con alcune goccine magiche e proviamo rimettere in bolla la serotonina con altre goccine magiche. E così stamattina - tlic, tlic, tlic - ho spremuto le famose goccine nel bicchiere e...pof, la morsa alla gola è scomparsa. Ho aperto la finestra di blogger e scritto e fatto altre cose in ufficio e mi aspettavo la morsa alla gola da un momento all'altro, ma niente.
Bello, penso, riuscire a respirare normalmente e stare seduti più di dieci minuti e non avere un bisogno esagerato di rimbalzare da una parte all'altra. Bello. E mi domando: quindi è così che sta la gente "normale", che poi l'ho sempre detto che normalità è un'invenzione, al massimo un parametro, un'unità di misura teorica a cui si può più che altro tendere. Però insomma, capito cosa voglio dire? Mi meraviglia, ecco, che non mi ricordavo più com'era rilassante essere così.
E adesso aspettiamo l'aggettivo...
I'm going slightly mad
I'm going slightly mad
It finally happened, happened
It finally happened ooh oh
It finally happened, I'm slightly mad
Oh dear!
Queen










Non ti arrendere, Benedetta. Dal mattologo ci sono andata anche io ed è servito, e molto, anche senza goccine. Te ne accorgi dopo un pò, quanto è servito.
Ti abbraccio forte.