16 giugno 2008
Oggi doveva essere il primo giorno del resto della mia vita. E invece.
Giovedì scorso trovo questo lavoro, un contrattino di un mese, ma in un service editoriale abbastanza importante qua. Contrattualmente e umanamente è arcinoto per essere quanto di più simile ad Auschwitz, ma meglio farsi mangiare vivi per De Agostini che per il giornaletto per i benzinai, non credete? E poi non è che non ci siamo abituati a un po' di sano sfruttamento. Diciamo che c'ho guadagnato 17 giorni: invece di restare senza lavoro il 30 giugno, ci resto il 17 luglio.
Così giovedì arrivo in ufficio e do la lieta novella e scopro che quelli sono contenti per me, che gli dispiaceva sapermi disoccupata. E venerdì per salutarmi mi comprano un mazzolino di fiori e non smettono di ripetere in bocca al lupo. E io penso, in fondo lascio buoni ricordi nella gente, forse non sono così male.
E poi la sera io e l'uomo con cui sto da 8 anni e mezzo, quello con cui siamo cresciuti insieme, quello che c'era quando mi bocciavano agli esami e festeggiava con me quando prendevo 30, quello che c'era il giorno della mia laurea, quello che c'ero io il giorno della sua, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che a furia di condividere siam diventati fratelli. E che ci teniamo davvero che quest'amicizia sopravviva, perchè altro non c'è. E anche se questo è vero anche per me, anche se il dolore non è straziante, ma silente e costante, beh, ti passano davanti agli occhi fotografie e risate e momenti e anni, gli anni che ti separano da quand'eri ragazzina. E poi quegli occhi si riempiono di lacrime che scendono silenziose, amare. E così pensi che lunedì non potrai nemmeno rannicchiarti sulla scrivania - scomoda per carità, ma tua - in cui ti sei rannicchiata per tre anni. E per qualche oscura associazione mentale, pensi che in fondo è al CSM devi questo blog, e di conseguenza tutti voi. I vostri incoraggiamenti, i vostri rimproveri, i volstri applausi e le vostre critiche. Qualcuno di voi è diventato reale, una faccia in carne e ossa, qualcuno con cui discuto, pianifico, rido su skype per ore e una voce a cui telefono quando, come oggi, mi sembra che la voglia di ingurgitare la tutta la boccetta di goccine sia troppo forte per combatterla da sola. Rendiamo grazie al web 2.0.
Poi il week end...
E quando stamattina ho varcato piena di speranze la soglia dell'ufficio che mi ospiterà un mese (che, insomma, qua mica ci facciamo illusioni), all'improvviso le speranze si sono sciolte come neve al sole e mi sono sentita stanca. Ho sbocconcellato un panino praticamente sola, ho spremuto come al solito le mie goccine nel bicchiere ("signorina, con queste medicine non si scherza: mi raccomando, i dosaggi sono quelli che dico io, non una di più, non una di meno") e di colpo ho provato quella sensazione di freddo e vuoto che si ha di solito dopo un trasloco, quando passi la prima notte nella casa nuova, quella casa che è tua epperò non ti appartiene. Davanti a me non ho visto più una pagina bianca tutta da scrivere, che ok, a uno può venire il blocco dello scrittore, ma comunque pagina bianca vuol dire possibilità. Puoi scriverci "scemo chi legge", ma se ti va bene partorisci "Opinioni di un clown". No, io ho visto macerie. Proprio quelle macerie di cui parlava il mattologo:
"Lei costruisce e poi a un certo punto comincia a scagliare bombe su ciò che ha costruito. Poi, quando comincia a vedere le macerie, si spaventa ed ecco che arriva l'ansia. Lei simula suicidi continuamente, Benedetta".
E mi sono sentita infinitamente sola. Con le mie macerie, e la mia inguaribile tendenza ad abbattere, invece che costruire. E mi sono pure un po' incazzata, che abbattere è facile, mentre per costruire ci vuole tenacia, costanza, coraggio. E quindi, dopo essermi incazzata, mi sono sentita fallita e ho avuto una gran voglia di piangere. Di nuovo. E così, mentre inserivo lemmi in un indice analitico, scendevano le lacrime e chissà che macello ho fatto. E se il buongiorno si vede dal mattino...
Ora io non parlo mai di vita privata, o almeno non di questo tipo di vita privata, ma oggi faccio un'eccezione:

Piero sono stati otto anni e mezzo preziosi, prezioso il modo in cui ci siamo presi cura l'uno dell'altra, in cui ci siamo aiutati a crescere con i nostri piccoli e grandi difetti, prezioso persino il modo in cui ci siamo lasciati. Senza rabbia e senza rancore perchè come hai detto tu "certe coppie scoppiano, certe si consumano". Noi ci siamo consumati. E io ti auguro, con una punta di malinconia forse, ma con tanta tanta sincerità di essere felice, qui o altrove, con chiunque avrà la fortuna di incontrarti dopo di me. Purtroppo non so scrive lettere d'amore, d'addio e nemmeno di presentazione, perchè in tutti e tre i casi è previsto che ci si prenda sul serio, e chiunque qui, soprattutto tu, sa bene che prendersi sul serio non una delle mie maggiori qualità. Nemmeno la mia depressione prendo sul serio, anche se ho la sgradevole sensazione che lei prenda molto sul serio me. Quindi poniamo fine allo strazio: in bocca al lupo, grazie di avermi portato fin qui e ricordati che mi casa es tu casa, che piova, nevichi o faccia bello, che tu abbia voglia di piangere, ridere o stare in silenzio in un luogo sicuro.

E poi c'è questa che forse è per qualcuno e forse no. O forse è solo per la vita che dicono che sia bella, e io pure mi ricordo qualcosa in proposito, tipo quando nonna mi portava al mercato a comprare i sandaletti per l'estate, o quando quella mattina mi sono guardata allo specchio e sono riuscita a vedermi bella e forte, ma adesso somiglia solo a un grosso tritacarne.

Love of my life you've hurt me
You've broken my heart and now you leave me
Love of my life can't you see
Bring it back bring it back
Don't take it away from me
Because you don't know
What it means to me

Love of my life don't leave me
You've taken my love you now desert me
Love of my life can't you see
Bring it back bring it back
Don't take it away from me
Because you don't know
What it means to me

You will remember
When this is blown over
And everything's all by the way
When I grow older
I will be there at your side to remind you
How I still love you I still love you

Back hurry back
Please bring it back home to me
Because you don't know
What it means to me

Love of my life

Love of my life
 
co.co.prodotto da Atipica at 8:09:00 PM | Permalink |


18Commenti


  • At 9:47 PM, Blogger Garp

    Non mi viene niente da dire se non: tieni duro.
    E un grosso in bocca al lupo.

     
  • At 11:19 PM, Anonymous Anonimo

    Sì la vita è bella amica mia. E' solo difficile.
    Non ti avevo mai letto così, vedo che quelle gocce fanno miracoli....

     
  • At 12:02 AM, Blogger Athaualpa

    forza Benny!

     
  • At 8:10 AM, Blogger Unknown

    Dai ragazza, è solo la vita. Terribile per tutti. Bellissima, talvolta. Ce la possiamo fare :)
    Ida

     
  • At 9:48 AM, Blogger pummarola

    nella tempesta impariamo a navigare!
    forza!

     
  • At 10:13 AM, Blogger Biassanott

    un amore che "si consuma" merita rispetto e tempo... e un sorriso perchè averlo vissuto è stata comunque una grande cosa che a tanti non è data.
    Il mio nonno ha superato un sacco di ostacoli con grande serenità utilizzando il motto "sono cose che capitano ai vivi"; ho sempre pensato che come motto fosse una grandiosa puttanata, invece ti dirò che ultimamente l'ho adottato (o almeno ci provo), ed aiuta...

    Un abbraccio forte
    Robby

     
  • At 10:33 AM, Anonymous Anonimo

    Beh, un pò per volta stai appropriandoti della tua vita, so che non è un granchè da dire in questo momento, ma non mi paghi per essere simpatico. Cambi ambiente di lavoro, accedi ai preziosi (si vedrà) servizi dello psicoterapeuta (pensi 33, non dica 33), vedi una relazione con più durezza e chiarezza e decidi/decidete che lasciarsi farà meno danni ad entrambi che restare insieme (con tutto che a me Piero è simpatico un tot). Se ci pensi sei al casinò. Punti e scommetti. Decidi che +17 è meglio di "in costume al sole", quindi meglio il nero del rosso, lo psycho merita una prova con le sue goccine, hai 12 in mano e chiedi carta, la vostra storia si è esaurita ed è tempo di reggersi da soli almeno per un pò, beh, questo è Texas Hold'Em, for sure. Era il momento, hai fatto un pò di scelte. Poco importa se siano giuste o sbagliate, l'importante è scegliere, perchè ad uno scazzo puoi por rimedio, al tempo trascorso meno e bastano i ricordi a far male, non servono anche i rimpianti. Adesso ti senti come la "Base Spaziale" dei Lego che si spetaciata al suolo e va rimontata. A me è successo da bambino e ti giuro che alla fine ho usato tutti i pezzi, ma era qualcosa di parecchio diverso dall'idea iniziale.

     
  • At 11:47 AM, Blogger Unknown

    La lavagna era troppo zeppa (soprattutto di numeri primi indivisibili inscindibili se non per se stessi). Ora, con un bel colpo di cancellino, è pronta e tu hai il gessetto in mano! Vivi!
    Il primo giorno di scuola, prima elementare, la maestra ci ha chiamato alla lavagna per presentarci: io arrivata lì davanti sono inciampata nel piede dx dlla lavagna e ho battuto la testa in quello sx... La dimensione della lavagna è quella della vita! Vai alla grande! (Zilviet ti tiene monitorata chetticredi!)

     
  • At 12:20 PM, Anonymous Anonimo

    Capisco che in questo momento hai altri pensieri e mi spiace per tutto, ma il sindacato/avvocati cosa ti avevano detto?
    Se hai le carte in regola, ossia quasi certezza di vincerla, dovresti secondo me fare causa al tuo ex datore di lavoro. E devi fare in fretta, perchè il contratto è concluso.
    Non devi farlo con sentimenti di cattiveria, astio o vendetta, o sperando in tanti soldi, ma soltanto per serietà. Con calma e tranquillità chiariamo cosa hai fatto per lui in questi 2 anni.
    Per tutto il resto mi dispiace.
    Il mio è un parere non qualificato perchè non conosco i tempi/modi delle cause e non so se alla fine baratteresti i quattro soldi al posto dell'eventuale stress da grana giudiziaria. Io lo farei (lo farò).
    Ciao.
    Anonimo milano

     
  • At 12:25 PM, Anonymous Anonimo

    ...io lo farei anche per non pentirmi fra qualche anno di non averlo fatto. Sono 2 anni della tua vita lavorativa! ...nel mio caso...ehm..., 7/9 anni :( .

     
  • At 12:50 PM, Anonymous Anonimo

    Accidentaccio a te! Mi hai fatto piangere...
    Un grande in bocca al lupo, vedrai che andrà tutto bene
    Maria

     
  • At 1:10 PM, Blogger Alabama

    Daje.

     
  • At 2:38 PM, Anonymous Anonimo

    ti siamo vicini nel tuo momento difficile, ricorda che i sogni si avverano davvero, se però hai la forza di soffrire e di credere completamente in essi, abbandonandotici dentro.

    Un abbraccio

     
  • At 5:44 PM, Blogger Unknown

    Come sempre mi ritrovo in te. Tu non sai quanto.
    Compreso il mattologo e l'amore scomparso chissà dove che lascia il vuoto e le goccine (che per me sono state pilloline) e questo imbuto dove ti senti al fondo e ti sembra impossibile da risalire.
    Ma si fa. Oh se si fa.
    Ti abbraccio, sempre.

     
  • At 9:32 AM, Anonymous Anonimo

    Un po' banale, ma molto reale: per questi momenti... ci sono gli amici.
    A presto!

     
  • At 10:53 AM, Anonymous Anonimo

    Dai, sù... :)

     
  • At 11:49 AM, Anonymous Anonimo

    Chissà perchè le cose, come dire tristi non arrivano mai da sole....non ti consolerà ma non è successo solo a te ora ti sembrerà che il tempo e la tristezza non passino mai, certo che dopo tanti anni poteva scegliere un momento più tranquillo non ho mai capito perchè quando si soffre certe persone spariscono magari proprio quelle che si hanno più vicino....ma sicuramente passa e "lui" che arriverà ti renderà felice perchè sei una persona speciale e perchè ora hai l'esperienza e l'età per scorgere quello di cui davvero hai bisogno
    Sorridi che il mondo è oieno di cose splendide
    Un abbraccio
    Rossella

     
  • At 12:51 PM, Anonymous Anonimo

    Ho il blocco dello scrittore per quanto riguarda la mia tesi di dottorato.
    Ci ho scritto "scemo chi legge".
    Giuro

     
Online Dating

Mingle2 - Online Dating