08 luglio 2008
Domani mi rilasciano. Forse. Perchè non è che uno tenta il suicidio e poi lo rimettono a piede libero come se niente fosse. Pare che la pratica clinica insegni che i suicidi hanno il brutto vizio di riprovarci. E siccome in ogni cosa si fa tesoro dell'esperienza, di solito ci riprovano alzando il tiro, cioè riducendo drasticamente le possibilità di essere salvati. E anche se in questo blog nessuno è medico, ci arriviamo tutti a capire che, quanto a drastricità, aprire la finestra e lanciarsi dall'ottavo piano è tutta un'altra cosa rispetto a ingoiare una boccetta di veleno e telefonare dopo un quarto d'ora chiedendo aiuto.
Quindi appena riapri gli occhi, la prima cosa che si preoccupano di appurare è come vivi la faccenda di essere stato salvato: nel senso che la proposizione "é andato tutto bene" acquista senso rispetto a una certa volontà. E in questo caso quando qualcosa è andato bene per i dottori che vogliono salvarti, significa che è andato male per te che volevi trapassare, non so se mi spiego. E ci sono certi che quando capiscono di essere ancora in questa valle di lacrime, s'incazzano come delle pantere. Io ho cominciato a baciarmi i gomiti nel momento in cui ho capito che mio padre era mio padre e non il suo fantasma, quindi almeno sul significato di "é andato tutto bene" ci siamo trovati subito d'accordo. Il secondo passo è convincerli che dici sul serio e che non stai solo facendo il buono per essere rimesso a piede libero il più presto possibile e impiccarti col lenzuolo al lampadario alla prima occasione. E quelli hanno un sacco di modi per capire se dici la verità o no. Io per esempio ho cercato di convincerli che "non voglio svegliarmi domani" non coincideva esattamente con la volontà di morire per sempre. Volevo morire per un po', a tempo determinato pure quello. In pratica prendermi una vacanza dalla vita e poi tornarci quando mi fossi riposata un po'. Ho insistito con questa tesi con lo psichiatra mentre quello mi frugava il cervello con lo sguardo tagliente, convinta che questa voglia di morire solo un po' fosse prova della mia indiscutibile salute mentale. Per fortuna quello ha avuto pietà di me e non mi ha fatto legare al letto. Io, se avessi avuto davanti una che cerca di infinocchiarmi con la morte a tempo determinato, probabilmente non sarei stata altrettanto umana e l'avrei accontentata buttandola dal quinto piano.
E poi dopo l'ospedale viene la clinica psichiatrica, che è un mondo a parte. Appena rilasciata sono stata in un posto con le finestre chiuse a chiave, senza specchi in bagno, in cui non ti lasciavano tenere neppure il caricabatterie del telefono per paura che cercassi di usarlo per strozzarti. Però è stato lì che ho scoperto che dentro le cliniche psichiatriche si parla liberamente e senza vergogna di cose che fuori non racconti a nessuno. Così partecipi a discorsi deliranti del tipo:
"Tu perchè sei qua?"
"Ho cercato di ammazzarmi"
"Ah si, e come?"
"Coll'antidepressivo. E tu perchè sei qua?"
"Beh, io ho ingurgitato tutta la scatola di Xanax, ma mica volevo davvero morire. Ero solo agitata ed era arrivato il momento di prendere il tranquillante"
Che a pensarci bene non è affatto un discorso delirante, ma solo perchè il luogo fa la differenzai: qua dentro è uno dei discorsi più comuni e normali cui si possa prendere parte, ma ve l'immaginate due soggetti passeggiare per piazza maggiore e scambiarsi amabilmente racconti di questo tipo?
Un'altra cosa che colpisce è che qua dentro i rumori del mondo ti arrivano attutiti, lontani, in sottofondo. Tu pensi a te, tutti pensano a te, a farti stare bene, tutti si preoccupano delle tue preoccupazioni. In effetti nessuno ti considera proprio proprio a posto, quando sei qua dentro, quindi tutti fanno di tutto per farti stare calma, serena e non ti si chiede di fare altro che di collaborare coi dottori. E ti ci abitui. E alla fine la distanza fra te e il mondo dei sani aumenta. Fino a quando non capita che ti diano un permesso per andare a prendere un caffè fuori e ti accorgi che sei in ansia. Perchè sei tra quelli che secondo te sono diversi e quantomeno i problemi li affrontano, invece di far cazzate. In dieci giorni ho risalito la scala della salute mentale passando dal luogo in cui le finestre non si aprono a quello in cui si parono ma ci sono le inferriate e puoi passeggiare in giardino con i tuoi genitori, per poi approdare alla camera senza sbarre alle finestre e con un bellissimo specchio in bagno e al permesso di prendere il caffè fuori anche da sola. Le fettine di libertà aumentavano in modo direttamente proporzionale alle quantità di stabilizzatore dell'umore che mi venivano somministrate. E domani (o dopodomani, per questioni burocratiche) mi metteranno di nuovo in mano le mie pilloline e mi rilasceranno con la frase che di solito ti dicono i dottori in questo caso "speriamo di non rivederci mai più".E la prima cosa che farò sarà bere un succo di frutta (niente birretta, non si puote per ora, al mio fegato il sorsetto di antidepressivo non è tanto piaciuto) in Piazza Santo Stefano. Eccheccazzo.
 
co.co.prodotto da Atipica at 9:00:00 AM | Permalink |


18Commenti


  • At 11:26 AM, Blogger LB

    Cin cin!

     
  • At 12:59 PM, Anonymous Anonimo

    Sono dell'idea che le persone che vogliono ma vogliono veramente e convintamente morire (e che sono sane di mente) andrebbero per lo più lasciate fare.
    Ma sono anche contento che esista tutto questo sistema che aiuta in modo così accurato chi morire non lo voleva. Può arrivare per tutti il momento di aver bisogno di essere aiutati dal prossimo, o dalla società che dir si voglia.
    E' importante che questo aiuto ci sia davvero.

     
  • At 2:00 PM, Anonymous Anonimo

    Sei bravissima!
    :)
    bellissima, intelligentissima, ironica, e tuttoilresto, ecchecazzo.
    Ciao

     
  • At 2:13 PM, Anonymous Anonimo

    Terribilmente dissacrante... Terribilmente concreta... Quando "ti" leggo mi viene in mente Roald Dahl.

    Un abbraccio & Cheers

     
  • At 2:32 PM, Anonymous Anonimo

    molto bello lo stile con cui scrivi, brava

     
  • At 4:57 PM, Blogger kabalino

    Io non capisco mai niente delle cose che ho davanti, non l'avrei mai pensato. Adesso sono contento che tu ti sieda in piazza s.stefano a bere del succo di frutta. Se ti fidi del mio giudizio sei una persona bellissima. E' che questo tipo di bellezza include anche la sofferenza. Benedetta ti abbraccio forte; ma forte forte...

     
  • At 10:10 PM, Anonymous Anonimo

    ti voglio bene.

    (ci sarebbero tremila cose da dirti. Le riassumo nella frase di una canzone dei 24 grana: "non vedo la paura, vedo solo l'attesa espressa in un eccesso di fragilità")

     
  • At 11:10 PM, Anonymous Anonimo

    Ti aspettiamo per la tua nuova attività, appena sarai pronta.

    Dicci tu.

    :-)

     
  • At 2:32 AM, Blogger Alabama

    E Piazza Santo Stefano e' BBBBELLISSSSSSIMA!
    Basta guardarla e passa la voglia di fare cazzate, secondo me.

     
  • At 5:13 PM, Blogger Unknown

    Eh dimmelo di nuovo che cosa volevi fare solo a tempo determinato che ti rifilo uno sganassone epico sulla faccina. Vediamo "fenfa denti" che cosa fai! Baci carissima. T'aspetto al varco!

     
  • At 9:26 PM, Blogger Unknown

    non sai quanto sono contenta di risentirti tagliente come sempre :) ti adoro, mi sei mancata
    Baci

     
  • At 9:03 AM, Blogger Atipica

    Grazie a tutti davvero...sono commossa!!E poi dicono che internet non crea legami profondi perchè non ci si vede in faccia...
    Domani, venerdì 11 luglio, ridivento una donna libera dopo tre settimane fra ospedale e clinica. Questi dottori, quando ci si mettono, ti rimettono in piedi ben bene e pare che adesso io abbia una faccia diversa rispetto a prima. Beh, le medicine mi hanno fatto bene, ma insisto sulla clinica psichiatrica come esperienza ai confini del sopportabile sia in senso bello che brutto. Però non ve la auguro. No, proprio non ve la auguro...;-)
    Ah si, un'altra cosa che ho capito in questi diciassette giorni: che a questo blog ci sono affezionata e che mi manca molto scrivere e sentire cosa avete da dire. Al punto che ho rotto i coglioni a medici e infermieri perchè mi lasciassero tenere un computer che quasi non mi prendevano a calci nel culo...;-)

     
  • At 1:26 PM, Anonymous Anonimo

    Ecco, vedi..capito per caso sul tuo blog..e leggo tutto questo. e penso che a me un paio di volte le gambe hanno tremato per saltare dal terzo piano di casa mia. ho respirato profondamente, ho cercato di allontanarmi dal parapetto..con il cuore che batteva forte, sono rientrata in casa, ho chiuso la porta...e mi sono sdraiata. aspettando che passasse. è che quando stai male si perde anche quella piccola parte di lucidità che ti fa capire che la vita ha anche i suoi pro...come questo blog, come le persone che sono qui, ti vogliono bene e ti sostengono. e penso che se tu non avessi chiesto aiuto quel giorno io oggi non sarei qui a leggerti, e sarebbe mancato un pezzo per ricostruire la mia vita.
    non ti conosco...non so quali siano i tuoi problemi, ma tu stessa l'hai scritto: c'è gente che sta molto peggio.
    quindi...con tutto il tempo che ti serve, rialzati...ricomincia a camminare e piano piano riparti. E vivila questa vita...perchè solo il succo di frutta in piazza ti fa capire che è anche bella.
    un abbraccio
    Valentina

     
  • At 7:06 PM, Blogger kabalino

    ho scritto un post piccolo e, mentre lo scrivevo, un pò pensavo anche a te...quindi se ne hai voglia e se ne hai la possibilità leggilo:) mi farebbe piacere
    un abbraccio

     
  • At 1:18 PM, Blogger Suor Teresa

    Ciao Benny,
    mica male il nomignolo che m'hai attaccato!Peccato che non sono credente e della Magnani magari avessi i lineamenti!Scrivo testi teatrali e del CSM non me ne poteva fregare un emerito cazzo, sai tutto se fa pè magnà.Di solito quando mi trovo con gente nuova faccio domande stupide per verificare l'intelligenza di chi mi sta di fronte e lì dentro che dire? Altro che valle di lacrime è un universo di imbecilli! So che hai provato a trapassare perchè mi hanno richiamato per un mese di prova e c'era un clima di agitazione troppo vero per essere vero,tutti molto tristi,tutti gementi e piangenti e tutti che si preoccupavano di dirmi: "come persona è eccezionale ma come lavoratrice altamente scarsa.Non doveva farlo, non si può a quest'età!".
    La Bara (come tu la chiami)mi fa sorridente: "Forse ci ha ripensato! Sai chi vuole morire non ingerisce un veleno e poi chiama per farsi aiutare" Io non ho fatto commenti, diciamo che ho assunto l'aria di Suor Teresa che primo mi viene benissimo, secondo mi aiuta quando sono accerchiata da deficienti.
    Dopo un mese di prova li ho abbandonati,quindici giorni mi erano bastati per capire, un mese per avere la certezza.
    Magari il succo di frutta lo beviamo insieme in piazza Santo Stefano!!!
    BES

     
  • At 12:32 AM, Blogger Arimondi

    Bentornata dunque cara Atipica. Spero che il succo in Santo Stefano sia stato più che gradevole.
    Ricordo Santo Stefano come un luogo incantato e al contempo molto reale, e mi piace molto immaginarti a brindare lì.

    A rileggerti presto!
    Arimondi

     
  • At 7:54 PM, Blogger jeks

    ciao bex,la vita ci ha portato ad allontanarci, ma di tanto in tanto, nel tempo,ho continuato a leggerti, così per non perderti del tutto "di vista", perchè ti sono affezionata, così volevo dirti che anche se non ci sentiamo più, non ci vediamo da anni, ti voglio sempre molto "bene". Non aggiungo altro perchè mi hai spiazzato e tu sai che: su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.

     
  • At 9:53 AM, Anonymous Anonimo

    @SuorTeresa: Secondi me il semplice fatto che tu sia arrivata a questo blog ti denuncia come totalmente inappropriata per il CSM o almeno per come me lo sono sempre immaginato io. Lo so, è un dolore, ma so che sarai forte e te ne farai una ragione. In bocca al lupo per il teatro e per la Magnani, beh, non dispiacerti troppo.

     
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