Oggi doveva essere il primo giorno del resto della mia vita. E invece.
Giovedì scorso trovo questo lavoro, un contrattino di un mese, ma in un service editoriale abbastanza importante qua. Contrattualmente e umanamente è arcinoto per essere quanto di più simile ad Auschwitz, ma meglio farsi mangiare vivi per De Agostini che per il giornaletto per i benzinai, non credete? E poi non è che non ci siamo abituati a un po' di sano sfruttamento. Diciamo che c'ho guadagnato 17 giorni: invece di restare senza lavoro il 30 giugno, ci resto il 17 luglio.
Così giovedì arrivo in ufficio e do la lieta novella e scopro che quelli sono contenti per me, che gli dispiaceva sapermi disoccupata. E venerdì per salutarmi mi comprano un mazzolino di fiori e non smettono di ripetere in bocca al lupo. E io penso, in fondo lascio buoni ricordi nella gente, forse non sono così male.
E poi la sera io e l'uomo con cui sto da 8 anni e mezzo, quello con cui siamo cresciuti insieme, quello che c'era quando mi bocciavano agli esami e festeggiava con me quando prendevo 30, quello che c'era il giorno della mia laurea, quello che c'ero io il giorno della sua, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che a furia di condividere siam diventati fratelli. E che ci teniamo davvero che quest'amicizia sopravviva, perchè altro non c'è. E anche se questo è vero anche per me, anche se il dolore non è straziante, ma silente e costante, beh, ti passano davanti agli occhi fotografie e risate e momenti e anni, gli anni che ti separano da quand'eri ragazzina. E poi quegli occhi si riempiono di lacrime che scendono silenziose, amare. E così pensi che lunedì non potrai nemmeno rannicchiarti sulla scrivania - scomoda per carità, ma tua - in cui ti sei rannicchiata per tre anni. E per qualche oscura associazione mentale, pensi che in fondo è al CSM devi questo blog, e di conseguenza tutti voi. I vostri incoraggiamenti, i vostri rimproveri, i volstri applausi e le vostre critiche. Qualcuno di voi è diventato reale, una faccia in carne e ossa, qualcuno con cui discuto, pianifico, rido su skype per ore e una voce a cui telefono quando, come oggi, mi sembra che la voglia di ingurgitare la tutta la boccetta di goccine sia troppo forte per combatterla da sola. Rendiamo grazie al web 2.0.
Poi il week end...
E quando stamattina ho varcato piena di speranze la soglia dell'ufficio che mi ospiterà un mese (che, insomma, qua mica ci facciamo illusioni), all'improvviso le speranze si sono sciolte come neve al sole e mi sono sentita stanca. Ho sbocconcellato un panino praticamente sola, ho spremuto come al solito le mie goccine nel bicchiere ("signorina, con queste medicine non si scherza: mi raccomando, i dosaggi sono quelli che dico io, non una di più, non una di meno") e di colpo ho provato quella sensazione di freddo e vuoto che si ha di solito dopo un trasloco, quando passi la prima notte nella casa nuova, quella casa che è tua epperò non ti appartiene. Davanti a me non ho visto più una pagina bianca tutta da scrivere, che ok, a uno può venire il blocco dello scrittore, ma comunque pagina bianca vuol dire possibilità. Puoi scriverci "scemo chi legge", ma se ti va bene partorisci "Opinioni di un clown". No, io ho visto macerie. Proprio quelle macerie di cui parlava il mattologo:
"Lei costruisce e poi a un certo punto comincia a scagliare bombe su ciò che ha costruito. Poi, quando comincia a vedere le macerie, si spaventa ed ecco che arriva l'ansia. Lei simula suicidi continuamente, Benedetta".
E mi sono sentita infinitamente sola. Con le mie macerie, e la mia inguaribile tendenza ad abbattere, invece che costruire. E mi sono pure un po' incazzata, che abbattere è facile, mentre per costruire ci vuole tenacia, costanza, coraggio. E quindi, dopo essermi incazzata, mi sono sentita fallita e ho avuto una gran voglia di piangere. Di nuovo. E così, mentre inserivo lemmi in un indice analitico, scendevano le lacrime e chissà che macello ho fatto. E se il buongiorno si vede dal mattino...
Ora io non parlo mai di vita privata, o almeno non di questo tipo di vita privata, ma oggi faccio un'eccezione:
Piero sono stati otto anni e mezzo preziosi, prezioso il modo in cui ci siamo presi cura l'uno dell'altra, in cui ci siamo aiutati a crescere con i nostri piccoli e grandi difetti, prezioso persino il modo in cui ci siamo lasciati. Senza rabbia e senza rancore perchè come hai detto tu "certe coppie scoppiano, certe si consumano". Noi ci siamo consumati. E io ti auguro, con una punta di malinconia forse, ma con tanta tanta sincerità di essere felice, qui o altrove, con chiunque avrà la fortuna di incontrarti dopo di me. Purtroppo non so scrive lettere d'amore, d'addio e nemmeno di presentazione, perchè in tutti e tre i casi è previsto che ci si prenda sul serio, e chiunque qui, soprattutto tu, sa bene che prendersi sul serio non una delle mie maggiori qualità. Nemmeno la mia depressione prendo sul serio, anche se ho la sgradevole sensazione che lei prenda molto sul serio me. Quindi poniamo fine allo strazio: in bocca al lupo, grazie di avermi portato fin qui e ricordati che mi casa es tu casa, che piova, nevichi o faccia bello, che tu abbia voglia di piangere, ridere o stare in silenzio in un luogo sicuro.
E poi c'è questa che forse è per qualcuno e forse no. O forse è solo per la vita che dicono che sia bella, e io pure mi ricordo qualcosa in proposito, tipo quando nonna mi portava al mercato a comprare i sandaletti per l'estate, o quando quella mattina mi sono guardata allo specchio e sono riuscita a vedermi bella e forte, ma adesso somiglia solo a un grosso tritacarne.
Love of my life you've hurt me
You've broken my heart and now you leave me
Love of my life can't you see
Bring it back bring it back
Don't take it away from me
Because you don't know
What it means to me
Love of my life don't leave me
You've taken my love you now desert me
Love of my life can't you see
Bring it back bring it back
Don't take it away from me
Because you don't know
What it means to me
You will remember
When this is blown over
And everything's all by the way
When I grow older
I will be there at your side to remind you
How I still love you I still love you
Back hurry back
Please bring it back home to me
Because you don't know
What it means to me
Love of my life
Love of my life